Lezione 2 - Slap parte prima
Sarebbe impossibile in una pagina spiegare la tecnica dello Slap e per questo a chi è alle prime armi consiglio di partire con il libro “Funk Bass” di Jon Liebeman che inizia praticamente da capo con degli esercizi preparatori fino ad arrivare a pattern più complessi anche con l’uso del CD allegato, o in alternativa “Thumb Bassics” di Jonas Helborg.
Questi invece sono dei pattern ricavati dal bellissimo metodo di Lorenzo Forti “Slap & Tapping” che consiglio a tutti di studiare prima di guardare questi, dove però ho cambiato la diteggiatura della mano destra ed ho inserito alcune dead notes in più.
L’esercizio consiste nell’utilizzare per lo slap l’indice che strappa la corda Re e il medio per la corda Sol, mentre il pollice percuote le corde La e Mi.
Si riesce così ad ottenere un “groove” molto “pieno” e soprattutto con moltissime dead notes, inoltre permette di alternare sempre i movimenti evitando così di percuotere 2 volte nello stesso modo o di avere solo 2 o 3 percussioni alternate,
(si può arrivare a 5 e oltre es: T, H, T, P(i), P(m) …..) aumentando quindi la velocità di esecuzione senza irrigidire la mano destra.
Come sempre fateli prima molto lentamente cercando di sincronizzare tutti i movimenti ed ovviamente il tutto con il metronomo.
Il numero sopra il pattern corrisponde a quello di origine, spero siano di vostro gradimento, nel qual caso ne inserirò degli altri
( in tutto sono 50 …).

Legenda:
T : Thumb (percussione col pollice destro)
P( i ) : Pop (strappare con l’indice la corda D)
P : Pop (strappare con il medio la corda G)
H : Hammer –on ( percuotere con un dito della mano sinistra)
La X al posto della nota significa che è una dead note cioè stoppata.
Il numero romano posto sotto al pentagramma indica la corda.

PICT

Mp3.(1) Mp3.(3) Mp3.(13) Mp3.(14)

Mp3.(19) Mp3.(40)
Lezione 2 - Slap parte seconda
Uno dei problemi dello slap è che dopo che l’abbiamo studiato, imparando degli esercizi magari difficilissimi e fatti ad una velocità pazzesca è che poi non sappiamo che farcene! Infatti per la maggior parte dei casi questi esercizi non sono altro che una mera esibizione virtuosistica fine a se stessa e non facilmente applicabili alla vera musica.
Bene quello che vorrei darvi ora sono delle idee che spero vi aiuteranno ad usare lo slap praticamente. Ho preso i paradiddles che i batteristi studiano e li ho fatti diventare slap. Non ce n’è che vi piacciono? Andate dal vostro batterista che se studia avrà sicuramente il libro sui paradiddles e prendetene un altro che più vi piace, siccome sono molti io ne ho utilizzati solo alcuni, quando avete capito come si può fare (la mia è solo una interpretazione voi potete fare anche diversamente ovviamente!) siete a posto.
Se accentata la R diventa thumb la L diventa pop, altrimenti diventano ghost, la R sia thumb che hammer e la L sempre pop ma con
l’indice nella corda Re (legenda uguale alla lezione precedente ok?), poi armonizziamoli su un giro di accordi, inseriamo a piacere
triplette ecc.. eccovi alcuni esempi e buon lavoro ciao.

PICT
Lezione 2 - Slap parte terza
Ciao a tutti, questa è una lezione che definirei “di servizio”…
Nella prima lezione in cui ho trattato lo slap ho accennato ad un libro di Jon Liebman, “FUNK BASS” come ottimo libro per iniziare a studiare lo slap.
Il metodo è composto da 5 capitoli, i primi 3 sono molto semplici ma anche un po’ ripetitivi, utilissimi però per il primo approccio con questa tecnica. Il quinto capitolo è molto bello e ci sono dei bellissimi pattern accompagnati da un cd dove potete sentire come ogni esercizio “suona”.
Il quarto invece è per me il più interessante perché si sofferma nelle varie tecniche (hammer-on, pull-off, slide, trillo ecc..) con esercizi appropriati, ma purtroppo c’è solo lo score e la tablatura.
Ho voluto quindi prepararvi degli mp3 registrati da me con alcuni esercizi di questo capitolo, pensando vi possa essere utile per lo studio. Ovviamente chi ha il libro potrà ascoltarli e suonarli con lo score davanti ed è una cosa che vi consiglio, come vi consiglierei l’acquisto del metodo, è un po’ costoso, ma è uno di quelli che ne vale la pena e da avere poi nella propria libreria.
Non li ho fatti velocissimi per permettere di poterli suonare anche a chi non è molto pratico, e comunque li ho fatti alla velocità in cui secondo me “suonano meglio” alcuni vanno un po’ veloci, altri sono più “funk” se più lenti.
In ogni mp3 ci sono 2 o 3 pattern, qui di seguito vi indico per ognuno l’esercizio di riferimento e la velocità del metronomo, il valore è riferito alla semiminima, buon divertimento e alla prossima, ciao Toni.

Mp3 1) ex. 4.1, 4.2, 4.3 metronomo = 150

Mp3 2) ex. 4.4, 4.5, 4.6 metronomo = 100

Mp3 3) ex. 4.7, 4.8 metronomo = 90

Mp3 4) ex. 4.9, 4.10, 4.12 metronomo = 95

Mp3 5) ex. 4.13, 4.14 metronomo = 120

Mp3 6) ex. 4.15, 4.16, 4.17 metronomo = 95